San Casciano dei Bagni

Il pittoresco centro medioevale, posto al confine con l’Umbria ed il Lazio, è situato sulle pendici del Cetona che si affacciano sulla Val di Paglia. Il suo territorio presenta i cosiddetti "calanchi", grandi erosioni in argilla e sabbia, che rendono il paesaggio quasi lunare. Fin dal periodo etrusco-romano San Casciano dei Bagni è famosa per le sue acque termali, infatti la Pieve (chiesa con funzioni battesimali) prese il nome di Santa Maria "De Balneo". Se nel periodo romano il suo territorio fu attraversato ad Est dalla Via Cassia, nel Medioevo San Casciano dei Bagni si avvantaggiò del passaggio nei suoi territori occidentali della Via Francigena (oggi impropriamente denominata Cassia), l'importante arteria di collegamento fra l'Europa, il nord Italia e Roma.

Nel 1412 San Casciano dei Bagni fu sottomessa definitivamente a Siena e sotto il governo granducale il centro divenne un luogo di soggiorno termale a livello internazionale. Nel 1607 il Granduca di Toscana Ferdinando I fece realizzare l’elegante portico che ancora oggi nobilita lo Stabilimento Termale, che presenta 43 sorgenti termali ad una temperatura media di 40 °C con una portata complessiva di circa 5,5 milioni di litri di acqua al giorno, dato che colloca San Casciano al terzo posto in Europa per portata di acqua termale. Da ricordare la disavventura dell'abate di Cluny, rapito da Ghino di Tacco mentre veniva a San Casciano per curare il mal di fegato e stomaco così come ricordato dal Boccaccio, nella II novella del X giorno del Decamerone. Ricordiamo all'interno della Chiesa della Concezione la tomba del Beato Pietro, un eremita che la tradizione vuole morto di freddo sugli scalini della Chiesa, ed alcuni affreschi attribuiti al Pomarancio.

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