Vendemmia 2018 Toscana e come parteciparvi

dal 1 SETTEMBRE 2018

Un vecchio adagio dice che si raccoglie quello che si semina. A settembre, in una nazione tra i principali produttori al mondo di vino (e di qualità riconosciuta internazionalmente), le campagne si trovano in uno stato di fermento, vero e proprio, per il rito della vendemmia. Esatto, un vero e proprio rito che si tramanda di generazione in generazione, da nonno a padre e di padre in figlio, come le più belle tradizioni italiane.

La vendemmia rappresenta l’apice degli sforzi prodotti durante l’anno per coltivare quell’uva che significa molto più di mosto e gusto culinario. Per ogni singolo chicco o ramo d’uva ci sono un carico enorme di ore passate a trattare e preservare la vite, per scegliere poi le uve migliori. L’agricoltore, o meglio il viticoltore in questo caso, aspetta un anno intero per vedere i suoi frutti essere portati a compimento.

I tempi della vendemmia variano, soprattutto da regione a regione ed in funzione del volume/qualità che si vuole raggiungere: agosto-settembre, settembre-ottobre e ottobre-novembre sono i tre periodi migliori.
La prima fase del rito della vendemmia consiste nella raccolta, che può avvenire sia a mano che tramite l’ausilio di macchine apposite (la qualità del vino si riduce proprio perché si potrebbe perde la scelta del grappolo migliore).
Seguirà la fase della pigiatura, che tradizionalmente richiamava a raccolta donne e bambini ma al giorno d’oggi sempre più a predominanza di grosse e sofisticate macchine pigiatrici che riescono a scindere scientemente la polpa dal nocciolo.
La fermentazione e l’invecchiamento in botte sono poi le ultime fasi che hanno durata variabile e racchiudono i segreti che si passano di generazione in generazione; è proprio in queste fasi che attraverso le varie formule si deciderà il destino glorioso o meno di quella determinata produzione.

La cittadina di Montepulciano, a soli 7 km dal Poggio delle Rose, è famosa nel mondo, avendo ottenuto riconoscimenti internazionali. Il Vino Nobile di Montepulciano è composto dalle seguenti viti: 70% minimo di Sangiovese, Prugnolo Gentile, a cui solitamente si aggiunge Canaiolo, per un massimo del 20%, e Mammolo, che aggiunge una componente di viola mammola (da qui il nome). L’affinamento in legno (rigorosamente rovere) è lungo 26 mesi per il Vino Nobile base e 38 per il Nobile Riserva (sono necessari invece 6 anni di affinamento per ottenere un Brunello di Montalcino Riserva. Tale lasso di tempo è necessario affinché si possano sprigionare profumi eterei ed il vino risulti meno aspro contro il palato. Il potenziale di invecchiamento raggiunge facilmente i 15 anni; anzi è consigliabile aspettare almeno 6-7 anni prima di stappare quella vostra bottiglia di Nobile di Montepulciano.

>>>>>>>Clicca qui per una lista delle Cantine aperte per la vendemmia 2018<<<<<<<
La più vicina al Poggio delle Rose è quella del Casato Prime Donne a Montalcino.

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